Termini ricorrenti utilizzati nelle normative di riferimento o in relazione alle stesse

Ambiente luminoso circostante – Con questa espressione si intende il tipo di luce che circonda un oggetto riflettente, per esempio un segnale, dalla quale dipende il grado di luminosità con cui l’oggetto viene percepito dall’osservatore.

Luminosità – Per determinare la potenza di un veicolo, si utilizzano comunemente i cavalli vapore al freno: più alto è il numero di cavalli del motore, più elevata sarà la potenza del veicolo. La luminosità viene calcolata esattamente nello stesso modo, solo che in questo caso l’unità di misura è candele/lux/m2: maggiore è il numero di candele, maggiore sarà la luminosità del materiale riflettente e, di conseguenza, la vostra visibilità. I veicoli che viaggiano verso di voi vi noteranno con largo anticipo e avranno tutto il tempo per evitarvi, aumentando quindi il vostro livello di sicurezza! Generalmente, la tecnologia microprismatica permette di ottenere una luminosità di ritorno due volte superiore alle microsfere; pertanto, con indosso un abbigliamento ad alta visibilità su cui sono stati applicati dei nastri microprismatici, caratterizzati da un potere riflettente aumentato, potrete essere visti da ancora più lontano.

Candela (cd) – Spesso considerata, per approssimazione, la luminosità di una fiamma di candela, equivale esattamente a un’unità di intensità luminosa. Candelaggio: intensità luminosa espressa in candele, ossia le candele o la resa luminosa totali.

Identificazione – È la caratteristica di ciò che è immediatamente visibile o palese. Il termine ha attinenza con le norme sulla sicurezza stradale perché più sono riflettenti i nastri o i materiali applicati su abbigliamento, dispositivi per il controllo del traffico e veicoli, più questi ultimi saranno appunto identificabili. Questo significa che gli automobilisti avranno maggiori probabilità di accorgersi della presenza di un ostacolo sulla strada, potendo di conseguenza reagire in modo più rapido e sicuro.

Angolo di entrata – È l’angolo compreso tra il punto della superficie colpito da un fascio di luce e la linea perpendicolare alla superficie che passa in quello stesso punto. L’angolo di entrata viene spesso citato in merito, per esempio, all’angolarità dei materiali riflettenti applicati a uno sfondo.

Fluorescenza – È la luce emessa da una sostanza esposta a una radiazione elettromagnetica, per esempio una luce visibile. Finché la luce, o la radiazione elettromagnetica, continua a bombardare la sostanza, gli elettroni contenuti nel materiale fluorescente si eccitano ma ritornano molto velocemente a un’energia minore, emettendo luce, spesso alla stessa frequenza. Questo aumenta l’identificazione di un prodotto, rendendolo più visibile sia di giorno che di notte.

Luminanza – È la quantità di luce emessa da una superficie retroriflettente che l’osservatore riesce a percepire; viene espressa in candele/m2. Per luminanza si intende ciò che un automobilista effettivamente vede.

Contrasto di luminanza – È l’interazione diretta tra lo sfondo di un oggetto e la sua luminanza.

Rapporto di luminanza – È il rapporto tra la luminanza (luminosità fotometrica) di due aree qualsiasi all’interno del campo visivo.

Tecnologia microprismatica – Inventata da Reflexite oltre 40 anni fa, attualmente si dimostra essere il modo più efficiente, dal punto di vista ottico, per rimandare la luce a un osservatore, per esempio un automobilista che guida di notte. La tecnologia microprismatica funziona attraverso la riflessione della luce per mezzo dei microprismi incorporati al suo interno. La luce, prima di ritornare alla sua sorgente, colpisce uno dopo l’altro tutti e tre i lati del microprisma. L’efficienza retroriflettente è favorita dall’accurata disposizione dei microprismi, come si può vedere nelle immagini al microscopio. Lo sfruttamento ottimale dell’area garantisce il massimo livello di resa riflettente, con un ritorno di luce pari all’80%. Il materiale Reflexite, all’angolo massimo previsto dalla normativa EN 471, ha normalmente una luminosità di ritorno pari a 1.000 candele /lux/m2, il doppio di quella dei materiali alternativi a microsfere (che generalmente si attesta su 500 cd/lux/m2).

Angolo di osservazione – È l’angolo tra l’asse di illuminazione, ossia la linea formata da un fascio di luce che colpisce una superficie, e l’asse di osservazione, ossia la linea formata dal fascio retroriflesso che colpisce l’occhio dell’osservatore. Quest’angolo sarà, per esempio, più ampio per l’autista di un autobus o di un mezzo pesante che per il conducente di una normale automobile, come anche per i guidatori e i veicoli che si trovano molto vicini a un segnale o dispositivo retroriflettente. Da angoli di osservazione ampi, le superfici riflettenti appaiano meno luminose agli occhi dell’osservatore.

Fotometro – Strumento ottico utilizzato per misurare l’intensità di una sorgente luminosa.

Retroriflessione – Fenomeno che si verifica quando una superficie rimanda gran parte di un fascio luminoso entrante alla sua sorgente. Questo è il motivo per cui i materiali retroriflettenti appaiono più luminosi agli osservatori posizionati più o meno allo stesso livello della sorgente luminosa, come per esempio un automobilista e i fari della vettura. Le superfici retroriflettenti sono un ottimo mezzo da applicare ai dispositivi per il controllo del traffico per aumentarne la visibilità notturna da parte degli automobilisti.

Materiale retroriflettente – Materiale che ha un sottile strato continuo di piccoli elementi retroriflettenti sulla sua superficie esposta, o molto vicino a essa (per esempio, pellicole, vernici a microsfere, superfici per la segnaletica autostradale o segnaletica orizzontale retroriflettenti).

Retroriflettore – Superficie o dispositivo riflettente che, se irradiato direzionalmente, retroriflette i raggi incidenti, preferenzialmente in direzioni vicine alla direzione opposta a quella dei raggi stessi; questa proprietà viene mantenuta su un ampio campo di variazione della direzione dei raggi incidenti.

Sorgente luminosa – L’oggetto che produce il fascio di luce

Distanza di visibilità per l’arresto – di fondamentale importanza. È la distanza necessaria a un guidatore per arrestare il veicolo in condizioni di sicurezza prima di raggiungere una persona o un ostacolo comparso alla sua vista. Lo spazio minimo necessario all’arresto corrisponde alla somma di due distanze: a) la distanza percorsa dall’istante in cui il guidatore scorge l’ostacolo sulla strada all’instante in cui aziona i freni, ossia il tempo di percezione-reazione; e b) lo spazio necessario all’arresto del veicolo dall’inizio della frenata (distanza di frenata). L’orientamento attuale prevede un tempo di percezione-reazione di 2,5 secondi – si tratta comunque di una questione estremamente complessa, se si tiene conto di fattori quali condizioni meteorologiche avverse, guidatori in età avanzata, ecc.

Visibilità – Èla proprietà di ciò che può essere visto. Nel contesto delle normative sulla sicurezza, il termine si riferisce alla distanza da cui un oggetto può essere effettivamente visto.

Angolo di visione – È l’angolo compreso tra l’asse del retrorifrattore e l’asse di osservazione.